Tiroide prezioso organo: prendiamocene cura conoscendolo a fondo

Tiroide prezioso organo: prendiamocene cura conoscendolo a fondo

La biologia della tiroide

La tiroide è una ghiandola endocrina (libera nel circolo ematico i suoi prodotti ormonali) con funzione di importante termostato del nostro sistema metabolico basale, e conseguentemente ossido-riduttivo e di molte funzioni dell’organismo. Per le sue interazioni con altri sistemi endocrini e non, del nostro corpo, è definito anche primo “termostato dello stress”.

Essa esplica la sua funzione controllando l’utilizzazione di ossigeno, la produzione di calore e di energia cellulare, influenzando in questo modo l’attività del sistema nervoso, di quello cardiaco, di quello metabolico, e la crescita e sviluppo dell’organismo in ogni sua parte. In particolare gli ormoni tiroidei stimolano la produzione di calore attraverso la dissociazione della fosforilasi ossidativa a livello mitocondriale, con azione sul ciclo di Krebs, che viene deviato verso la via catabolica della catena respiratoria, FAD dipendente (a sua volta derivato dalla vitamina B2).

La tiroide va incontro a stress ossidativo

Essendo un organo riccamente vascolarizzato, ad elevato consumo energetico, e che trova, nella via della respirazione cellulare il suo massimo espletamento di funzione, la tiroide può andare incontro facilmente a fenomeni di stress ossidativo o di carenza dei suoi nutrienti di base, con conseguente ripercussione nella sua produzione ormonale finale.

Meccanismi di compenso a un’eccessiva produzione di radicali liberi, secondaria a questo intrinseco lavoro mitocondriale e favorita da uno stile di vita specifico (fumo, stress, alimentazione infiammante), aiuteranno non solo una buona produzione tiroidea, ma anche un’adeguata conversione periferica della forma di ormone attivo: glutatione, acetilcisteina e metionina sono elementi indispensabili al mantenimento di adeguate concentrazioni di ascorbato, cofattore della glutatione perossidasi, coinvolta nel meccanismo di detossificazione epatica.

Le stagioni fredde associandosi a maggior vasocostrizione, minor disponibilità potenziale di B2, pongono la tiroide in una situazione di sforzo funzionale.

La completa assenza di secrezione degli ormoni tiroidei riduce del 40-50% il metabolismo basale, mentre un estremo eccesso lo può incrementare fino al 60-100%.

Azione degli ormoni tiroidei e del TRH

1 – A livello centrale: migliorano il tono dell’umore, il senso di benessere, favoriscono una riduzione del senso di ansia, portano ad un aumento della motricità, e a inibizione REM.

2 – A livello periferico: azione di regolazione del sistema basale in tutte le cellule, fondamentale nel corso della vita e soprattutto durante la crescita intrauterina (per lo sviluppo del Sistema Nervoso, delle ossa, dell’apparato gastroenterico, dei capelli, del sistema vascolare).

I segni e i sintomi di mal funzionamento tiroideo e le patologie correlate

Sono quelli legati a un ipo o iper attività degli organi bersaglio della funzione tiroidea, sia a livello “centrale” (neurologico), che periferico (cute, organi, ghiandole).

 

Ipotiroidismo

1 – Mancanza di energia (soprattutto al mattino, orario di maggior espressione circadiana degli ormoni tiroidei), facile affaticabilità

2 – Alterazione del tono dell’umore (depressione associata anche al riscontro di bassi livelli di GABA, ma anche ansia e attacchi di panico), e della sfera cognitiva (concentrazione, memoria, attenzione, ideazione)

3 – Alterazione del sonno notturno

4 – Aumento del grasso corporeo, ritenzione idrica (mani, piedi, volto)

5 – Dolori muscolari

6 – Alterazione di cute e annessi (capelli e unghie più fragili)

7 – Ipercolesterolemia, possibile iponatriemia, possibile leucopenia aspecifica

8 – Alterazione della funzionalità cardiaca (ridotta frazione di eiezione, ridotta frequenza e gittata cardiaca)

9 – Irregolarità mestruali, ridotta fertilità e riduzione della libido (per alterazione della conversione degli estrogeni e della pulsatilità di FSH e LH, con comparsa di cicli anovulatori)

10 – Bassa temperatura, freddolosità, stipsi

11 – Maggior suscettibilità alle infezioni

Ipertirodismo

Segni e sintomi legati ad un aumento del consumo basale (catabolismo, con dimagrimento, malnutrizione), dell’attività cerebrale (ideazione, ansia, motricità), cardiaca, intestinale (e conseguente sindrome da malassorbimento).

Credits Kataweb

Le Patologie

Come riportato all’inizio dell’articolo, specifiche sono le patologie che riguardano la tiroide con una prevalenza ben definita nella popolazione, ma potenzialmente subdola e ben più diffusa invece è la disfunzione tiroidea che può essere espressione inizialmente solo di squilibrio e non di patologiae che per questo deve essere indagata e trattata tempestivamente.

L’ ipotiroidismo è una sindrome clinica che deriva dalla mancanza di ormoni tiroidei. Si definisce primario (per ipofunzione tiroidea),  secondario (da difetto del TSH ipofisario) o terziario (deficit ipotalamico di TRH), oppure può essere derivato da una resistenza periferica all’azione degli ormoni tiroide.

Si definisce ipotiroidismo subclinico la condizione (molto frequente) di incremento funzionale del solo TSH, con ormoni tiroidei ancora normali, espressione questa di reattività organica della tiroide ancora efficace, e non da trattare con terapia ormonale sostitutiva, ma solo integrativa di supporto (vedi oltre).

Credits Pinterest

Le patologie che si associano a disfunzione specifica della tiroide sono le seguenti

A carattere autoimmune:

1 – La tiroidite di Hashimoto (la più diffusa), maggiormente presente nel sesso femminile, da anticorpi (anti tireoglobulina e tireoperossidasi tiroidea), associata a ipotiroidismo.

2 – Morbo di Graves da anticorpi anti recettori per il TSH, associata a ipertiroidismo.

Anatomiche:

1 – Gozzo (a funzionalità variabile)

2 – Noduli benigni o maligni (a funzionalità variabile)

 

Fine seconda parte

I test di screening e valutazione

  • TSH, FT3, FT4, Anticorpi antitireoglobulina e anti perossidasi tiroidea, anticorpi anti TSH in primis.
  • Anticorpi anti transglutaminasi e anti APCA nell’ipotesi di malattia auto immune sistemica; rT3 in caso di scarsa risposta alla terapia in atto.
  • Ecografia tiroidea.

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